CASTELLO FORTE A MARE - BRINDISI

con Studio Architetti Pazienza-De Renzio & Associati, Ing. Maurizio Gentile, Arch. Francesco Stefanachi, Ing. Maria Rita Fallacara, THESIS s.r.l.

L’ intervento che mira essenzialmente alla conservazione del complesso monumentale ed alla sua fruizione si configura quale valorizzazione del bene e del sito interessato.

Il complesso monumentale attualmente viene aperto al pubblico previa specifica richiesta di visita. L’ampiezza e l’articolazione degli spazi interni consente l’allestimento di mostre temporanee e l’organizzazione di manifestazioni culturali e congressi. Gli interventi saranno realizzati nel rispetto dell’architettura dell’immobile e degli spazi esistenti.

Gli interventi fino ad ora condotti hanno consentito di ricomporre il bastione Nord – Ovest e quello Ovest dell’Opera a Corno, soggetti a gravi fenomeni di distacco dei conci e di scompaginazione della tessitura muraria, ed il trattamento di una prima porzione delle cortine murarie, le cui murature di coronamento presentavano gravi fenomeni di rotazione verso l’esterno, prossime al crollo.

Gli interventi progettati mirano alla rifunzionalizzazione degli ambienti attraverso opere mirate, consistenti in:

  • Indagini archeologiche: esecuzione di indagini archeologiche preliminari allo svolgimento delle lavorazioni nella “Piazza d’Armi”.
  • Indagini di carattere strutturale e geologico-geotecnico: esecuzione di indagini per la definizione del livello di conoscenza dell’organismo edilizio secondo quanto proposto dalle vigenti normative tecniche.
  • Indagini architettoniche: esecuzione di indagini preliminari allo svolgimento delle lavorazioni sul Bastione circolare al fine di indagare la causa del cedimento della pavimentazione.
  • Indagini impiantistiche: esecuzione di indagini preliminari allo svolgimento delle lavorazioni al fine di indagare la presenza dei sottoservizi ed il loro andamento planimetrico.
  • Opere di restauro: ripristino del “camminamento di ronda”; trattamento delle cortine esterne, revisione infissi; regolarizzazione rampa “Piazza d’Armi”; definizione e allestimento area di accoglienza/guardiania, e altre opere di completamento, descritte nella relazione tecnica illustrativa.
  • Opere strutturali: esecuzione di interventi finalizzati al consolidamento delle cortine murarie superstiti e alla rifunzionalizzazione architettonica del complesso monumentale.
  • Opere impiantistiche: revisione e implementazione dell’impianto di illuminazione interno ed esterno, impianto di video sorveglianza. Realizzazione e sistemazione del vano per l’allocamento del gruppo di continuità, revisione ed implementazione dell’impianto idrico e fognante con inserimento di fossa imhoff, realizzazione di impianto autoclave e riserva idrica.
  • Apparati comunicativi: Sistema multimediale finalizzato alla conoscenza del monumento inserito nel contesto storico geografico culturale del territorio.

 

L’area oggetto di maggiore attenzione è stata quella a nord dell’Opera a Corno, lì dove esiste un terrapieno delimitato da murature di rinforzo e bastioni e affacciantesi su uno specchio d’acqua non profondo che separa il Forte a mare dall’altra parte dell’Isola di Sant’Andrea. 

Questa area appare ricolonizzata da una vegetazione spontanea a Gariga mediterranea che si mescola ad elementi ruderali (piante infestanti) via via che ci si avvicina alle zone occupate dal costruito ( soprattutto in corrispondenza delle aree lastricate del vecchio percorso di ronda). Si è osservata la presenza anche di sporadici residui di specie provenienti dalla coltivazione agricola, quali il  Ficus carica, che ha invaso alcune opere murarie e per tal motivo deve essere eliminato a causa del suo apparato radicale molto aggressivo. Tale formazione vegetante potrebbe essere la conseguenza involutiva di un’area in passato colonizzata in maniera più massiccia da una pineta di Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.). 

Lo stato di efficace ricovero naturalistico è stato avvalorato anche dalla osservazione di avifauna di una certa importanza (garzetta, airone bianco, ecc. ) che staziona per gran parte dell’anno, approfittando anche della presenza di svariate situazioni in cui poter usufruire di acque calme e stagnanti, data la presenza di specchi d’acqua protetti, quale quello che si insinua tra il Forte e l’Isola di Sant’Andrea.

Nel sito di interesse comunitario e a protezione speciale immediatamente adiacente a Sud, relativo agli Stagni e saline di Punta della Contessa, l’avifauna ha man mano colonizzato le acque stagnanti delle vecchie saline, di origine artificiale, e si è ora insediata stabilmente grazie anche alla presenza di habitat favorevoli, come molte associazioni della vegetazione tipiche di zone umide che hanno avuto una progressiva espansione grazie alla minor antropizzazione dell’area e alla messa in tutela, dapprima come Oasi di protezione, successivamente come SIC e ZPS ed infine come Parco regionale naturale (ai sensi della L.R. n° 28 del 23/12/ 2002).